mercoledì 27 maggio 2015

I am Amsterdam e il suo mercatino gastronomico


I am Amsterdam.

E ognuno si sente un po' parte della città, tra i suoi tulipani, l'aria pulita di un qualsiasi paesino di campagna e le viete strette piene di persone.
E ognuno può immaginare anche solo per pochi minuti di vivere qui, con la sua quotidianità fatta dell'andare al lavoro in bicicletta, lo shopping e un caldo cappellino di lana che qui alla sera serve ancora.

I am Amsterdam, dove alla domenica trovi ancora i mercatini gastronomici, i cappelli di paglia e qualche artista che vive dipingendo scorci della città; dove sembra un po' Parigi, ma girato l'angolo anche un po' Londra; dove la gentilezza regna suprema e i sorrisi regalati con spensieratezza.

E anche io adesso posso dire: I am Amsterdam.













lunedì 25 maggio 2015

Amsterdam tra tulipani, zoccoli di legno e birra artigianale




Che fosse mio desiderio da anni andare nella città per eccellenza dei tulipani (diciamo che mettiamo Istanbul per seconda poi vedrete prossimamente il post!) non è un mistero e finalmente sono riuscita nell'impresa titanica, per di più con ancora i campi di tulipani in fiore.

Tutto mi aspettavo tranne che una città così ordinata e tranquilla, un piccolo paese dove si gira in bicicletta ( come nella mia Ferrara, qui a Istanbul un po' meno) si comprano tulipani e si sorseggia una birra artigianale con vista sui canali della città.
Tutto mi aspettavo tranne che una così forte discrepanza tra la vita quotidiana e le orde di turisti curiosi e muniti di macchina fotografica (per lo più italiani) che si aggirano nel quartiere a luci rosse che  con la sua doppia faccia, di giorno è rilassante come un dipinto fiammingo, silenzioso e pieno di colori, mentre alla sera una alcova di curiosi e lussuriosi.

La patria degli amanti dei tulipani, degli zoccoli di legno e della birra, di giorno.
Dei neon rossi e di ogni sorta di trasgressione, di sera.

Mi fa sorridere questo dualismo della città, che fa delle patatine dutch style il suo piatto nazionale, che vive tra i colori dei fiori e i neon rossi delle ragazze in vetrina.
Mi piace come qui tutto venga vissuto senza ipocrisia e nella maniera più razionale possibile; come i bambini biondi dalle guance rosse ti sorridano felici sbucando dal retro delle biciclette dei genitori; come qui la loro "bionditudine" sia a perdita d'occhio mentre io mi sentivo, con i miei capelli ricci e scuri provenire dal profondo  sud  del mondo!

Più viaggio nelle città a nord dell'Europa più realizzo come, in primis Berlino ( il post lo potete vedere qui), siano così piene di opposti, di contraddizioni eppure tutto questo si amalgama perfettamente creando un'armonia di insieme davvero piacevole.








mercoledì 20 maggio 2015

Alla scoperta di Halic





Halic è un quartiere che pian piano stanno riqualificando, un posto dove ogni scorcio merita una fotografia, così lontano dalla metropoli alle sue spalle, così caotica nel suo mercato del pesce, così primordiale e affascinante allo stesso tempo.
Uno scorcio di quotidianità metropolitana, fatta di semplici regole e la vista sul mare di Marmara, con all'orizzonte le moschee e il richiamo alla preghiera che scandisce questa lenta e costante vita di pescatori.
Uno scorcio di quotidianità ancor di più paesana fatta di murales, laboratori artigiani e grappoli di glicine a far da cornice ad angoli già dipinti di arancio e blu...

Per veder il resto delle foto seguitemi su INSTAGRAM @eleonoramoretti











mercoledì 13 maggio 2015

Dolmabahce Palace in Istanbul



Nel momento in cui si mette piede nel giardino del palazzo di Dolmabahce qui a Istanbul, si può solo chiedere una domanda: siamo a Parigi?  Versailles?  Solo qui avevo notato tante imponenza, opulenza, statue e fiori; fontane, guardie, sicurezza e maestosità.

Insieme al Topkapy rimaneva l'ultima tappa da turista prima di sentirmi completamente integrata nella città e devo ammettere che la visita vale la pena dell'attesa del biglietto ( se decidete di visitarlo cercate di arrivare presto perché ci sono un numero limitato di posti al giorno).

Il palazzo ha ospitato il primo presidente della Turchia, e nel visitarlo ci si immagina di percorrere quei corridoi in lungo e in largo, con il pavimento di legno che scricchiola ancora, con l'aria stantia ricolma di ricordi, con la stanza più grande del palazzo dove si svolgevano le cerimonie religiose al cospetto del Pasha che l'ha costruito; con la stanza in cui si ballava, in cui c'era l'orchestra e ti ritrovi con il naso all'insù a vedere un soffitto di 40 metri e forse più fino a perdita della vista.

Ci si immagina li, piccoli osservatori di un luogo che fu area di strategie, complotti, vittorie e sofferenze;,ignari di tutto quelle che le mura di questo palazzo ancora trasudano, lì come turisti per caso che se godono di tutto questo è anche grazie a chi ha vissuto in quel palazzo.












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